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Euro 2020: chi ha vinto la partita economica?

Lo “spot” alla pastasciutta fatto da Bonucci e Chiellini prima della premiazione a Euro2020 potrà rilanciare l’export alimentare italiano? Certamente non era questo lo scopo dei due difensori Azzurri, ma è possibile che a seguito della vittoria ai Campionati Europei di calcio l’Italia possa incassare un credito di immagine che porti beneficio anche al sistema economico. L’auspicio si basa su quanto avvenuto a seguito della vittoria al Campionato Mondiale del 2006, un successo che secondo Coldiretti ha portato a un aumento del Pil del 4,1% e a un calo del numero dei disoccupati, oltre a una notevole crescita dell’export (+10% nel 2007) e a un aumento delle presenze di turisti stranieri pari a 2,36 milioni nell’anno successivo al titolo.

Non tutta quella positività può forse essere imputata alla vittoria al Mondiale, ma certamente il successo sportivo porta con sé un impatto economico proficuo, ovunque si verifichi. Stando a Coldiretti, alcuni economisti stimano all’0,7% l’impatto sul Pil delle grandi vittorie calcistiche, che per l’Italia ammonterebbe a 12 miliardi di euro, mentre secondo Brand Finance il beneficio sul Pil italiano a breve termine è calcolato in 4 miliardi di euro. In ogni caso, un contributo importante in una fase economica particolarmente complicata dalla pandemia di Covid, a cui si aggiunge una crescita della fiducia dei consumatori che ha portato a spendere di più soprattutto in generi di consumo: in realtà questo ultimo aspetto accomuna Italia e Inghilterra, le cui nazionali di calcio sono state fino allo scontro finale protagoniste di un’entusiasmante serie di successi, che ha coinvolto buona parte delle rispettive popolazioni nei festeggiamenti.

Il fatto che l’evento sportivo si sia collocato nel corso della pandemia ha certamente ridotto l’impatto economico diretto: il distanziamento sociale ha portato a preferire di assistere alle partite in casa invece che nei locali pubblici, con minori introiti per questi ultimi e maggiori per la ristorazione a domicilio, ma ne hanno risentito anche il turismo e il settore alberghiero, che avrebbero beneficiato degli spostamenti dei tifosi a seguito delle loro squadre.

Anche con la forzata rinuncia alle trasferte, in questo ambito il vantaggio più rilevante lo ha avuto il Regno Unito, che ha ospitato il numero maggiore di partite in un torneo nato per essere itinerante. Secondo quanto riportato da Bloomberg, che cita una ricerca di Deutsche Bank, le partite ospitate nel Regno Unito hanno permesso alle aziende britanniche coinvolte nell’evento di incassare 90 milioni di sterline.

C’è poi chi della vittoria beneficia direttamente: con questo successo la FIGC (Federazione Italiana Gioco Calcio) ha portato a casa il premio massimo, pari a 28,25 milioni di euro, una cifra che porta l’Italia in testa alla classifica dei paesi che più hanno incassato nella storia degli Europei (99,25 milioni di euro di premi UEFA).

Un impatto al rialzo anche per le quotazioni dei giocatori: secondo le quotazioni di Transfermarkt all’inizio della manifestazione la squadra che sommava il maggior valore economico – dato dal costo complessivo della sua rosa di giocatori – era l’Inghilterra con 1,29 miliardi di euro, seguita da Francia, Germania, Spagna e Portogallo, mentre l’Italia si trovava al sesto posto con 773 milioni di euro, con solo quattro giocatori nella Top40 (Barrella, Bastoni, Donnarumma, Chiesa): non è possibile ad ora stimare la crescita complessiva del valore della squadra dopo il successo di Euro2020, ma certamente sarà rilevante considerando che tutti i giocatori della rosa, salvo pochissime eccezioni, hanno aumentato il proprio valore sul mercato.

Infine uno sguardo al tema sponsorizzazioni: l’Italia dal 2015 è legata allo sponsor Puma che probabilmente trarrà un ottimo ritorno dalla vittoria degli Azzurri considerato che il contratto in vigore prevedeva un contributo di “soli” 22 milioni di euro. In ogni caso la Nazionale italiana di calcio sta per girare pagina ed entrare nella lista delle squadre sponsorizzate da Adidas: il nuovo contratto stipulato a partire dal 2022 ha un valore compreso tra i 35e i 40 milioni di euro, una cifra che, secondo Affaritaliani.it, sommata agli altri contratti vecchi e nuovi porterà nelle casse della FIGC entrate simili a quelle di Federazioni più forti come quelle francese e tedesca.

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