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Dall’Italia una nuova certificazione per tutelare l’ambiente

In Italia l’attenzione e la consapevolezza verso l’ambiente sono tematiche molto discusse e condivise. Numerose aziende si stanno impegnando – anche in previsione della Carbon Tax – per ridurre le emissioni di CO2, recuperare e riciclare i rifiuti, approvvigionarsi di energia da fonti rinnovabili. Tuttavia, i danni ambientali causati (in passato e non) da sversamenti di sostanze tossiche, esplosioni o contaminazioni continuano a persistere.

Il più recente rapporto dell’ISPRA (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) ha registrato oltre 200 incarichi di valutazione di danno ambientale nell’ultimo biennio. Attualmente in Italia il Ministero dell’Ambiente è individuato per legge come unico titolare dell’azione di danno ambientale ed è incaricato di eseguire le opportune verifiche e procedere con eventuale azione in sede giudiziaria o amministrativa.

Esistono diverse certificazioni ambientali in Italia e a livello internazionale. Fra le più conosciute la ISO14001, che norma i sistemi di gestione ambientale, utilissimi strumenti per misurare le performance ambientali dell’azienda e migliorarle in modo progressivo e continuativo. Simile ad essa è l’EMAS (Eco-Management and Audit Scheme), uno strumento volontario creato dalla Comunità europea al quale possono aderire le organizzazioni per valutare e migliorare le proprie prestazioni ambientali e fornire al pubblico e ad altri soggetti interessati informazioni sulla propria gestione ambientale.

Tuttavia né la ISO14001 né l’EMAS prevedono specifici requisiti tecnici da rispettare o implementare. Gli obiettivi, anche se relativi a rischi ambientali, sono lasciati alle valutazioni della singola impresa, e mancano prescrizioni o indicazioni precise sulle attività da mettere in campo. La sensibilità delle aziende italiane verso il tema della prevenzione dei danni ambientali inoltre è ancora bassa, così come è bassa la consapevolezza dei propri rischi.

E’ importante fornire alle imprese uno strumento puntuale, sia per l’individuazione delle possibili sorgenti di danno così come per i requisiti indispensabili per ridurne al minimo il rischio. Con questo obiettivo il Pool Ambiente, il Consorzio italiano per l’Assicurazione e la Riassicurazione della Responsabilità per Danni all’Ambiente, ha creato in collaborazione con le associazioni di settore la nuova certificazione Ambiente Protetto.

La certificazione, che è volontaria ed è disponibile gratuitamente sul sito del Pool Ambiente, vuole porsi come complementare a quelle esistenti e in grado di rafforzarne gli aspetti di gestione dei rischi e prevenzione dei danni all’ambiente. Il primo step è l’individuazione delle potenziali sorgenti presenti nel sito e dei relativi scenari di danno all’ambiente fra sette disponibili: incendio, scoppio, esplosione; perdita da elementi interrati come serbatoi e vasche; perdita da condutture sia interrate che fuori terra; perdita da serbatoi o vasche fuori terra; sversamento o percolamento in aree di movimentazione o deposito di prodotti o rifiuti; emissioni in atmosfera fuori norma; emissione di reflui fuori norma. Nel sito può essere presente uno o più scenari, e il numero comporta una diversa quantità di requisiti obbligatori applicabili.

Implementare la prassi porta alle aziende benefici in termini di solidità della propria politica di tutela ambientale, riduzione del rischio di danni all’ambiente e responsabilità legali, oltre che una riduzione del premio di polizza.

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